Altre pagine: Chi siamo Richiedi informazioni Turismo scolastico Tariffe Blog Contattaci


E’ arrivato l’autunno… tempo di sagre e visite guidate

MontefeltroL’autunno è la stagione ideale per visitare l’entroterra della provincia di Pesaro e Urbino.

Risalendo le vallate dei fiumi fino alla zona del Montefeltro, la natura offre degli scenari da favola: borghi e castelli in cima ai colli sono immersi in una vegetazione dalle varie sfumature autunnali.

Un vero incanto, un occasione da non perdersi !!!

E’ in questo periodo che la terra offre i prodotti più pregiati che caratterizzano il nostro territorio: tartufo, formaggio di fossa e olio.

Il ricco calendario di iniziative enograstronomiche organizzate nei vari paesi dell’interno, sono quindi un’occasione per unire i piaceri della gola agli interessi naturalistici e culturali.

Ecco alcune proposte di visita:

APECCHIO

27^ Mostra del tartufo dal 3 al 4 di Ottobre

SANT’ANGELO IN VADO

46^ Mostra Nazionale del Tartufo Bianco Pregiato delle Marche
Nei week end dal 10 ottobre al 1° Novembre

Premio tartufo d’oroSant’Angelo in Vado si propone come sede di questa prestigiosa manifestazione che si svolge nelle ultime tre settimane d’ottobre e nella prima di novembre. L’evento è in realtà un “contenitore” di diverse iniziative, da quelle culturali, a quelle gastronomiche, sportive, scientifiche e di spettacolo. In programma anche numerose mostre: sugli Antichi Mestieri vadesi, sui “Tesori ritrovati”, sui reperti archeologici preistorici e dell’Antica “Tifernum Mataurense”, quelle dedicata ai fratelli Zuccari ed al musicista Mercuri.

Altri importanti eventi sono la consegna del “Tartufo d’Oro ”, la massima onorificenza conferita a varie personalità ed organizzazioni, per il loro contributo, il premio giornalistico e la corte gastronomica presso Palazzo Mercuri.

Programma

Fiera del Tartufo di Sant’AngeloApertura delle Cantine Monumentali. Degustazioni, convegni, musica e spettacoli itineranti. Motoraduno e Raduno Equestre del Tartufo Bianco Pregiato. “Trekking del Tartufo”: passeggiata alla scoperta dei luoghi dove nasce il Tartufo Bianco Pregiato delle Marche. “Le Vie dei Mercanti” curiosità e gastronomia, mostre artistiche, visite guidate. Queste le date:
10/11 ottobre raduno camperisti e raduno equestre,
16/17/18 ottobre motoraduno,
24/25 ottobre Assegnazione “Tartufo d´oro”, gara nazionale ricerca del tartufo, gara di pesca, raduno auto classiche,
31/10 e 1/11 Fiera in Vado

Visita a Sant’Angelo in Vado

Capoluogo della Massa Trabaria e capitale del Tartufo Bianco Pregiato, fu la terra dei signori Brancaleoni: “Branca, Branca, Branca, Leon, Leon, Leon !” cantava Vittorio Gasman. Giovanna Alidosi, signora di Sant’Angelo e moglie dell’ultimo dei Brancaleoni allevò Federico da Montefeltro che mai visse ad Urbino durante la sua fanciullezza. A seguito del matrimonio con la loro figlia Gentile, divenne signore della Massa Trabaria prima ancora di Urbino. Per scoprire cosa successe poi non vi resta che visitare la cittadina.Mosaici Domus Sant’Angelo

Il programma prevede :

1. visita dell’area Archeologica ai mosaici della “Domus del Mito;
2. visita guidata della città antica, con i suoi monumenti: San Filippo, Santa Caterina delle Bastarde, la pala di Federico Zuccari nella Sala Consiliare, la copia anastatica della Divina Commedia illustrata da Federico Zuccari nel XVI sec.;
3. se interessati simulazione di Cerca al Tartufo col tartufaio ed il suo fedele amico “il cane”.

Escursioni da Sant’Angelo in Vado:

Urbino, patrimonio Unesco, perla del Rinascimento e città natale di Raffaello Sanzio.

Urbania, l’antica Casteldurante celebre da sempre per la maiolica, la cui produzion raggiunse la massima raffinatezza sotto il governo dei Della Rovere.

ACQUALAGNA
44^ Fiera Nazionale del Tartufo Bianco
25/31 ottobre 1.7.8 novembre 2009

La Fiera Nazionale del Tartufo Bianco che si tiene ad Acqualagna, tra la fine di Ottobre e i pirmi di Novembre, è uno degli eventi gastronomici marchigiani più importanti, che ha permesso ad Acqualagna di diventare la Capitale del Tartufo. Ogni anno arrivano tantissimi visitatori tra cui tanti stranieri. Gli stand espositivi sono circa un centinaio, la Piazza centrale si trasforma in un salotto dove solo qui si possono ammirare, annusare e acquistare quintali su quintali di tartufo fresco. Accanto al nobile tubero si possono trovare tutti gli altri prodotti di qualità caratteristici del territorio: salumi, vino, miele e formaggio provenienti dalle nostre zone.

La fama e il target qualitativo dell’evento richiama ormai anche produttori nazionali e internazionali che vengono attentamente selezionati e mostrano e vendono solo il meglio della propria produzione. Insomma un salone del gusto di firma che permette di mantenere viva tradizione, storia e sapori autentici.

L’afflusso di gente ha toccato i 100 mila visitatori tra cui politici e vips di ogni tipo che affollano ogni giornata di fiera. La fiera è una grande vetrina, il volano di tutta l’economia territoriale della Regione Marche.

Escursioni da Acqualagna:

Gola del Furlo Riserva Naturale con importanti monumenti tra cui, la galleria di Vespasiano e la chiesa pre romanica di San Vincenzo.

Fossombrone possiede un area archeologica di grande interesse. Nel centro storico la Cittadella medievale domina sull’antico paese ricco di palazzi storici.

Fano con i suoi monumenti dell’epoca romana, il duomo, edifici medievali, rinascimentali e gli eleganti palazzi del settecento che costeggiano le vie.

TALAMELLO
24^ Fiera del formaggio di fossa L’Ambra di Talamello
Domenica 8 e 15 novembre 2009

Sagra TalamelloSecondo una leggenda la speciale lavorazione del formaggio di fossa sarebbe nata puramente per caso. Pare infatti che nel 1486 Alfonso d’Aragona, sconfitto dai Francesi, avesse ottenuto l’ospitalità di Girolamo Riario, signore di Forlì. Ma le risorse del forlivese non consentirono a lungo il sostentamento delle truppe, che presto cominciarono a depredare i contadini dei dintorni. Questi, per difendersi, presero l’abitudine di nascondere le provviste nelle fosse. A novembre, una volta partiti gli eserciti e finite le scorrerie, le dissotterrarono e scoprirono che il formaggio aveva cambiato le proprie caratteristiche organolettiche.
Di forma spesso irregolare, il formaggio di fossa si presenta con un colore dal giallo paglierino al nocciola pallido e con una pasta chiara e morbida. Ha una struttura friabile e un sapore dolce e leggermente piccante. Sua caratteristica può essere l’aroma di fungo, insieme a quello di castagna lessa, al sentore di cantina, di telo e di chiuso, che perde appena si mangia.
Oltre che grattugiato e saltato in padella con pasta e gnocchi, può essere gustato anche con confettura di fichi o miele, che ne smorza la forza senza disperderne l’aroma. Per accompagnarlo sono ottimi i vini dolci, passito e vin santo su tutti, o un buon rosso invecchiato.
La varietà di formaggio di fossa prodotta a Talamello è più nota col nome di L’Ambra di Talamello, coniato dal poeta Tonino Guerra per la somiglianza con la pietra preziosa dal caldo colore dorato: «anche questo formaggio ci arriva su da sotto terra. Va giù che è bianco e torna fuori quasi dorato… come l’ambra, che quando riemerge dalle viscere profonde ha un colore giallo luminoso, come se avesse una sua luce interna».
Questo particolare tipo di formaggio, infatti, nasce da un antichissimo procedimento di stagionatura nelle viscere della terra, all’interno di grosse buche scavate nella roccia arenaria, le caratteristiche fosse nei fondi delle vecchie abitazioni del borgo. Ad agosto le fosse vengono ripulite e asciugate con un falò di paglia. Successivamente, dopo aver sistemato sul fondo un tavolato rialzato per evitare il contatto fra il formaggio e il grasso disciolto, le pareti vengono ricoperte con un’intelaiatura di legno e canne foderata di paglia. A questo punto le caciotte (prevalentemente pecorino) fatte un paio di mesi prima vengono stipate in sacchi di cotone bianco, dove sono stati scritti col nerofumo il peso e il nome del proprietario, e quindi disposti nelle fosse. Una volta piene, le buche vengono chiuse con un coperchio di legno e sigillate con pasta di gesso fino alla riapertura ad inizio novembre, quando finalmente il formaggio ha acquistato tutte le sue speciali caratteristiche. Il tipico sapore dell’Ambra di Talamello è dovuto proprio all’ambientFormaggio di fossae anaerobico che si crea nelle fosse sigillate ermeticamente, dove durante i tre i mesi della stagionatura la temperatura si mantiene costante tra i 17° e i 20°, mentre l’umidità relativa sfiora il 100%. A Talamello si effettua una sola infossatura all’anno, quella tradizionale. Da oltre venti anni Talamello dedica al formaggio di fossa una specifica fiera, che si svolge nelle prime due domeniche di novembre.

Visita a Talamello

Il paese posto alle propaggini del monte Pincio fu proprietà della famiglia Della Faggiola e poi dei Malatesta.
E’ possedimento della chiesa feretrana fino al 1296, quando il ghibellino Maghinardo Pagani, conducendo riminesi e montefeltrani assieme (caso raro nella storia di queste terre) riuscì a conquistarlo. Il dominio duro’ poco e Talamello venne di nuovo soggiogato a Roma. Fu infeudato dal sommo pontefice a Uguccione della Faggiola, entrando sotto il controllo della casata.
E’ il cardinale Egidio Albornoz che se lo riprende nel 1355. Nel 1390 il castello viene venduto a Galeotto Malatesta e poi nel 1416 confermato a Carlo Malatesta. Pio II lo infeuda, come altri borghi vicini tolti a Sigismondo Pandolfo Malatesta, ai Guidi di Bagno e ai Malatesta di Sogliano. Con essi (1490) ha “inizio” la produzione di polvere da sparo nei mulini di Talamello che si concludera’ nella seconda metà del secolo XX, dopo circa 500 anni di attività. Un cenno di attenzione merita sicuramente il piccolo cimitero abbastanza vicino al paese, in cui si trova la cella che racchiude piccoli tesori artistici: infatti è completamente decorata con affreschi, datati 1437, di Antonio Alberti da Ferrara. A Talamello c’è anche uno splendido Crocifisso del ‘300 che, ogni lunedì di Pentecoste, portato in processione, richiama fedeli da tutta la zona limitrofa; molti ritengono che l’autore di questo Crocifisso sia Giotto, ma in realtà pare sia attribuibile a Giovanni da Rimini (1300). E’ conservato sull’altare maggiore della seicentesca parrocchiale di S. Lorenzo; sempre in questa piccola ma preziosa chiesetta si può ammirare una Madonna con Bambino del ‘400, bella statua policroma lignea, ed un altrettanto ben fatto crocifisso ligneo del XVI secolo.

Escursioni da Talamello

San Leo il Forte si erge imponente sulla cima di una roccia. Qui fu imprigionato il celebre Cagliostro. Nel paese sono di notevole interesse la Pieve pre romanica, il Duomo e la torre del ‘300.

Sant’Agata Feltria fu feudo dei Conti Fregoso, la sua imponente Rocca costruita del X sec. ma poi rimaneggiata da Francesco di Giorgio Martini, domina tutta la città. Nel centro storico si può ammirare il settecentesco Teatro Mariani con l’interno completamente in legno.

CARTOCETO
33° Mostra Mercato dell’Olio D.O.P.
8 - 15 Novembre 2009

Scrivi un commento