Pesaro: storia, arte e cultura

Palazzo ducale Pesaro

Il Palazzo ducale di Pesaro

Pesaro (o meglio Pisaurum) fu fondata dai Romani nel 184 a.C. come colonia sulla terra dei Piceni, il popolo che viveva sul territorio marchigiano durante l’Età del ferro.

Il più antico insediamento dell’area di Pesaro è infatti il villaggio piceno di Novilara, posto sul Colle Ardizio. Questo abitato piceno è interessante perché è uno dei più antichi e perché insieme a Numana ed Ancona era tra i pochi posti nei pressi del mare. Lo scalo portuale di Novilara utilizzava la foce di un torrente.

Nel IV secolo a.C. i Galli Senoni invasero i territori settentrionali dei Piceni, e dunque anche la zona di Pesaro. Quando i Romani fondarono la colonia di Pisaurum, la parte settentrionale delle Marche, denominata dai romani ager Gallicus, era infatti abitata da una popolazione frammista di Piceni e Galli. Durante la dominazione romana, sotto l’impero di Augusto, Pesaro, posta sulla via Flaminia, assunse assume il ruolo di grande centro commerciale.

Cattedrale di Pesaro

Cattedrale di Pesaro

Dopo la caduta di Roma, Pesaro, con Rimini, Fano, Senigallia e Ancona, era una delle città della Pentapoli, sotto le strette dipendenze dell’Esarcato bizantino di Ravenna.
Ma poco dopo grazie all’intervento dei Franchi, la città entrò a far parte dello Stato della Chiesa.

Nel Rinascimento la città adriatica, vide una successione di signorie: i Malatesta (1285-1445), gli Sforza (1445-1512) e i Della Rovere (1513-1631). Il periodo di maggior fervore culturale fu durante il dominio dei Della Rovere, la che avevano scelto Pesaro come sede centrale del loro Ducato. Nei primi anni del loro governo in città sorgevano ovunque cantieri di nuovi palazzi pubblici e privati, e venne iniziata la costruzione di una nuova e più sicura cinta muraria, utile a difendersi anche da repentini attacchi provenienti dal mare.

L’antica struttura urbana della città è ancora oggi riconoscibile: il foro corrisponde all’ampia Piazza del Popolo, ieri come oggi e come in moltissimi centri marchigiani, fulcro della vita politica e sociale della città. I due assi principali, cardo e decumano, corrispondono a Via San Francesco-Corso XI Settembre e via Branca-via Rossini. Del periodo romano rimangono diverse testimonianze, tra cui la domus del I sec. d.C. con pavimentazioni a mosaico ed altri pavimenti musivi sotto edifici situati nel centro storico.

Al di fuori del centro sta la fortezza militare voluta da Costanzo Sforza a difesa della città da eventuali attacchi dal mare o da terra: Rocca Costanza. Simbolo di Pesaro, la rocca è uno dei primi esempi di fortezza rinascimentale concepita per la difesa dall’arma da fuoco, al cui progetto lavorò anche Luciano Laurana. L’architetto dalmata intervenne probabilmente anche nella costruzione del Palazzo Ducale, che troneggia nella piazza del Popolo, un classico edificio rinascimentale costruito sempre per ordine della famiglia Sforza, i quali trasformarono il vecchio palazzo dei Malatesta che poi venne ampliato dai Della Rovere. Dell’età roveresca  rimangono delle stanze con affreschi attribuiti ai fratelli  Zuccari con camini stuccati dal Brandani: l’appartamento del Duca, della Duchessa, il bagno di Lucrezia, il Giardino Segreto.

Visite guidate e guide turistiche alla casa di Rossini

Gioacchino Rossini

Girando per le vie del centro storico si incontrano chiese con pregevoli portali gotici, volute dai Malatesta, signori generosi e colti, mecenati che hanno annoverato, tra gli amici di famiglia, il grande poeta Petrarca. La Cattedrale conserva l’originale facciata austera del XIII secolo in contrasto con l’interno completamente rifatto nell’800.E proprio all’interno che si trova il vero tesoro di Pesaro: sono i mosaici che rivestono ben due pavimentazioni sovrapposte risalenti a due epoche diverse (IV sec. e VI sec) raffiguranti temi dell’iconografia cristiana che vanno dall’epoca paleocristiana a quella medievale.

Su una piccola piazza, sorge il palazzo seicentesco dei marchesi Mosca che ospita i Musei Civici, con la Pinacoteca e il Museo delle Ceramiche. La Pinacoteca custodisce un’opera di assoluto prestigio e valore, la Pala di Pesaro del Giambellino, mentre la splendida collezione di ceramiche proviene in gran parte da una raccolta privata composta da circa 800 pezzi, di splendida fattura, soprattutto quelli del periodo rinascimentale, opera dei maggiori artisti del Ducato di Urbino e delle località limitrofe.

Poco distante, una casa modesta conserva la memoria di uno dei più illustri figli della città: una lapide ricorda: “La divina Arte della Musica arrise in questa stanza alla nascita di Gioacchino Rossini“. Pesaro diede infatti i natali ad uno dei più celebri compositori e musicisti italiani. La sua casa è oggi un piccolo museo per gli appassionati di musica. Oltre a spartiti, memorie e oggetti personali del compositore, è possibile assistere alle proiezioni delle sue opere in una saletta appositamente allestita.

In suo onore si tiene ogni anno il celebre Rossini Opera Festival, uno degli eventi culturali più attesi.

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