Buon Natale

Tra pochi giorni si chiudono le celebrazioni del 500esimo anniversario della morte di Raffaello, perciò vorrei presentarvi, come mio regalo di Natale, un’opera bellissima del nostro grande Raffaello Sanzio, “La Madonna del Velo”.

L’opera venne realizzata durante periodo romano, 1511 – 1512, quando era al servizio di Papa Giulio II (Giuliano Della Rovere), ebbe un tale successo che ne vennero fatte diverse copie, per cui ne esistono simili in vari musei, dal Metropolitan Museum al Louvre. Da ultime ricerche questa, esposta al Musée Condé, Chantilly (Francia), dovrebbe essere l’originale. Resta ancora misterioso il committente: forse lo stesso Papa, ritratto nello stesso periodo da Raffello, oppure Agostino Chigi, altro importante mecenate nell’ambito romano e grande committente del pittore urbinate.

E’ proprio ad Urbino che Raffaello ebbe la prima formazione, stando a contatto con i grandi architetti e pittori del rinascimento giunti da ogni parte d’Europa nella piccola capitale del Montefeltro trasformata, per volere del Duca Federico, in un centro culturale molto vivace e animato dalla presenza di matematici, umanisti e uomini di cultura.

L’opera rappresenta la sacra famiglia con Maria, Giuseppe e Gesù Bambino, la Madonna copre Gesù con un velo, simbolo del sudario legato alla passione di Cristo.

Come tutte le Madonne di Raffaello, la Vergine mostra una estrema dolcezza e serenità, lo sguardo abbassato verso il bambino che gioca felice con il velo, inconsapevole e sereno come qualsiasi neonato, conferisce grande tenerezza alla scena. Maria e Gesù sono al centro dell’attenzione, grazie al gioco di luce, che con grande maestria il pittore usa per mettere in risalto i protagonisti.

Giuseppe, resta in secondo piano nell’ombra, affinchè l’occhio dell’osservatore si posi sul centro della scena. A differenza di altre opere, qui Raffaello, anziché inserire il paesaggio, sceglie uno sfondo scuro per creare contrasto e dare maggiore luminosità alla scena. Ma la sua grandezza sta nella naturalezza e serenità dei personaggi, che solo Raffaello sapeva interpretare. La morbidezza delle pieghe dei tessuti, la carnosità del bimbo vivace steso su di un soffice e candido giaciglio, la trasparenza del velo che leggero cade sul bimbo, hanno una resa straordinaria.

Tranquillità, bellezza e affettività familiare, è quello che l’opera trasmette allo spettatore, ed è quello che io vorrei augurare a tutti voi per questo Natale.

Buone Feste

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