Il carnevale di FANO è il più antico e più dolce d’Italia.
Domeniche 1 -8-15 febbraio 2026
Colori, tradizione, arte, musica, cultura e creatività stanno per esplodere a Fano, in provincia di Pesaro e Urbino. La città della Fortuna si trasformerà per accogliere migliaia di persone che giungono da tutta la penisola, nelle tre imperdibili domeniche 1-8-15 febbraio. L’evento sarà un vero contenitore di gioia ed allegria, per tutti i gusti e per tutte le generazioni: grandi e piccini. Il Carnevale di Fano è noto per essere il più antico, nato nel 1347 ed è il più dolce d’Italia, famoso infatti per il suo “getto”, lo storico lancio di dolciumi dai carri allegorici. Caramelle, cioccolatini e tanto altro, sarà un goloso bottino per chiunque si troverà lungo il corso mascherato allestito a pochi passi dalle mura romane. Dalle tribune sarà possibile assistere alla sfilata e magari aggiudicarsi uno dei premi per le migliori mascherate.

A coordinare artisticamente l’edizione 2026 sarà Dante Ferretti, tre volte Premio Oscar per la scenografia, che ha scelto di legare il proprio talento a una delle manifestazioni più antiche d’Europa. Ferretti firma il manifesto d’autore del Carnevale di Fano 2026 e il bozzetto originale da cui prenderà vita uno dei carri allegorici più attesi, rafforzando il dialogo tra arte, cinema e tradizione popolare. Il cinema è infatti il tema portante di questa edizione e attraversa l’intera manifestazione, trovando un ulteriore punto di forza nel film ufficiale del Carnevale di Fano, diretto dal regista Andrea Lodovichetti. Un’opera che sta raccogliendo riconoscimenti anche in ambito internazionale e che contribuisce a raccontare il valore culturale e umano della manifestazione. Cuore pulsante del Carnevale restano i mastri carristi, custodi di un sapere artigianale unico, che trasforma la cartapesta in grandi opere scenografiche. Nel 2026 sfileranno 12 carri allegorici, di cui 6 di prima categoria e 6 di seconda categoria, frutto di mesi di lavoro, creatività e competenze che rendono Fano un punto di riferimento nel panorama carnevalesco nazionale.
L’edizione 2026 si distingue anche per una particolare attenzione ai più piccoli. Per la prima volta, il programma si arricchisce di una domenica aggiuntiva, domenica 25 gennaio, interamente dedicata ai bambini, con ingresso gratuito. Una giornata speciale che non è solo festa, ma anche memoria: il 2026 celebra infatti i 70 anni dal primo Carnevale di Fano dedicato ai bambini, a testimonianza di un legame profondo e storico tra la manifestazione e le nuove generazioni.
Le grandi sfilate tradizionali si svolgeranno invece domenica 1, 8 e 15 febbraio. Anche in queste date, i bambini saranno protagonisti grazie a una Area Kids dedicata, pensata per garantire spazi, attività ed esperienze su misura per loro all’interno del percorso del Carnevale. A loro saranno riservate le sfilate nelle mattine delle tre domeniche.
Con oltre sei secoli di storia, dal 1347 a oggi, il Carnevale di Fano continua a essere un laboratorio culturale a cielo aperto, capace di coniugare tradizione e innovazione, identità locale e linguaggi contemporanei, confermandosi come uno degli eventi più rappresentativi e autentici del patrimonio culturale italiano.
Il Vulón, personaggio simbolico del Carnevale di Fano, guida i partecipanti in un viaggio immaginario tra musica, dolciumi, grandi carri e sorrisi, regalando momenti di spensieratezza e gioia collettiva.
Tra le caratteristiche imprescindibili della manifestazione c’è la Musica Arabita (dal dialetto fanese “Arrabbiata”), una stravagante street band che, dal 1923, accompagna le sfilate suonando gli strumenti più bizzarri e strampalati “i batanaj” come campanacci, caffettiere, pentoloni, ombrelli, tenaglie. Quest’anno si rende omaggio a Berardi, storico direttore, che ritorna a dirigere simbolicamente la “dolce orchestra” del Carnevale, come in un sogno.
Nonostante le centinaia le tante edizioni passate, i caratteri originali della festa sono rimasti intatti e appartengono al folklore popolare, come il rogo del Pupo, un fantoccio di cartapesta che nel giorno di “Martedì Grasso” verrà bruciato per portare via con sé l’inverno e i peccati commessi durante il periodo di festa, come da credenze popolari.

