Fano. Alla ricerca della Basilica perduta.
La Basilica di Vitruvio a Fano (l’antica Fanum Fortunae) è uno dei “grandi misteri” dell’archeologia romana. È l’unico edificio che Marco Vitruvio Pollione (80 a.C. circa, 15 a.C.), il più famoso teorico dell’architettura dell’antichità, dichiara esplicitamente di aver progettato e costruito nel suo celebre trattato De Architectura.
Secondo le descrizioni di Vitruvio nel Libro V del suo trattato, la Basilica non era un luogo di culto (come le basiliche moderne), ma un edificio pubblico polifunzionale: vi si amministrava la giustizia e si svolgevano affari commerciali.
- Proporzioni rivoluzionarie: Vitruvio scelse di non seguire i canoni tradizionali, eliminando la navata centrale troppo alta per creare uno spazio più unitario e solenne.
- Le Colonne: Descrive l’uso di colonne giganti alte ben 15 metri, che sostenevano direttamente le capriate del tetto, un’innovazione tecnica notevole per l’epoca (I secolo a.C.).
- Il Tribunale: All’interno si trovava un’esedra o un’abside dove sedevano i magistrati, posta in asse con il Tempio di Augusto adiacente.

Nonostante le descrizioni minuziose lasciate dall’architetto, la collocazione esatta della Basilica è rimasta fino ad ora sconosciuta, sicché Fano è stata letteralmente “rivoltata” dagli archeologi per secoli, ed ogni qualvolta che ci sono stati ritrovamenti nel sottosuolo, è sempre stata avanzata l’ipotesi del ritrovamento della Basilica.
La ricerca della Basilica è diventata nel tempo una sorta di “Santo Graal” per gli storici dell’architettura, uno dei “gialli” archeologici più affascinanti d’Italia.
Nell’estate del 2023, durante alcuni scavi di archeologia preventiva per un progetto immobiliare in via Vitruvio, è emerso un complesso monumentale di straordinaria importanza. Nel corso dello scavo non stati rinvenuti i resti di un imponente edificio pubblico romano caratterizzato da mura poderose rivestite in opus reticulatum, pavimenti in marmo pregiato, frammenti di colonne e basi monumentali che suggeriscono un edificio di altissimo rango. I reperti risalgono proprio alla fine del I secolo a.C., il periodo in cui Vitruvio era attivo sotto Augusto.
Si trattava della Basilica? La risposta è NO. Si potrebbe trattare del tempio dedicato a Giove o ad Augusto.
Va detto che, nel corso degli anni, sono stati proposti altri siti a Fano come ritrovamento della nota Basilica, come per esempio l’area sotto la Chiesa di Sant’Agostino, poi identificata come il Tempio della Dea Fortuna o forse altro?
Finalmente la straordinaria scoperta!
La sensazionale e recentissima notizia data tramite conferenza stampa ufficiale, tenutasi il 19 gennaio 2026, in cui è stato annunciato il ritrovamento dei resti della Basilica di Vitruvio a Fano, ha messo fine ad una ricerca durata oltre 500 anni.
Luogo del ritrovamento
I resti sono emersi durante gli scavi di archeologia preventiva legati a un progetto del PNRR in Piazza Andrea Costa, nel cuore del centro storico di Fano diretti dalla Soprintendenza dell’archeologia delle Marche. Le strutture che sono state individuate sono a poca profondità rispetto all’attuale piano di calpestio. Dallo scavo sono state riportate alle luce di un edificio gigantesco, con dei basamenti di colonne di circa 15 mt di altezza e un diametro di un metro e mezzo, un muro perimetrale con tracce di intonaco e resti della preparazione pavimentale. È stato identificato anche un pilastro che serviva a sostenere il piano superiore (il loggiato), proprio come descritto dall’architetto romano nel De Architectura.

La Basilica e il trattato di Vitruvio
Nel testo parla in modo tecnico con cura dei dettagli degli edifici a lui contemporanei, nel libro V parla della Basilica dandone misure e proporzioni, dichiarando che è quella che lui ha costruito nella colonia Julia Fanestra, ed impiega 5 paragrafi per descriverla in modo dettagliato, specificando che è l’unica opera che egli ha progettato e costruito personalmente.
«Basilicam… conlocavi curavique faciendam». Con questa frase (traducibile come “Ho curato la collocazione e la costruzione della basilica”), Vitruvio rivendica esplicitamente la paternità dell’opera, descrivendola dettagliatamente come l’unico edificio da lui realizzato di cui si abbia notizia scritta.
Il trattato vitruviano venne scoperto in epoca rinascimentale, ed è stato studiato da tutti gli architetti dell’epoca, non c’è umanista che non si sia ispirato a Vitruvio: Raffaello, Bramante, Leonardo, Francesco di Giorgio Martini, Palladio, sono i nomi più famosi. La scoperta di Fano diventa epocale poiché finalmente oggi si può sfatare il mito che il testo vitruviano non è semplicemente letteratura ma è reale.
Si suppone che Fano sia la città modello di Vitruvio, poiché la Basilica di Fano è un prototipo che lui costruisce per la prima volta, neppure a Roma ne esisteva una simile. Le Basiliche vitruviane su modello di quella di Fano verranno in seguito costruite in tutto l’impero romano dal 1° sec d.C. ed ancora oggi sono visibili, come quelle di Corinto, Ordona, Roselle, Libia, Merida.
Vitruvio è il padre della cultura architettonica occidentale e Fano è la città modello di Vitruvio, nella quale il grande architetto romano applica le proprie idee urbanistiche e architettoniche.
Per info su visite guidate alla Fano romana sotterranea: info@artuvisite.com

